Non sai da dove Non sai come quel momento arriva e ti colpisce. Magari stavi pensando ad altro Magari stavi solo ascoltando una canzone. Poi all'improvviso senti che sta succedendo qualcosa di unico, di inaspettato, di magico. Guardi la persona che hai davanti, e la vedi circondata da un'aurea infinita.... Capisci? C'è un istante in cui capisci che la sua anima è così grande, così pura, così infinita, che il corpo non riesce a tenerla dentro di sè.... E ti accorgi... quel momento sarebbe sufficente a dare un senso alla vita.
Ho trovato queste righe scritte molto tempo fa... Non ci pensavo piu', non le ricordavo neanche.. Eppure c'erano, nascoste e rileggerle e' un po' come guardarsi allo specchio. Negli ultimi tempi ho sempre una strana sensazione guardandomi allo specchio, od osservando una mia foto. Non che prima non l'avessi, ma ora la sento amplificata e moltiplicata, come se le distanze fra me ed il mio io riflesso si fossero accentuate. Sostanzialmente, quel tizio mi sembra un estraneo. Eppure se guardo negli occhi quell'altro me, che probabilmente vive in un'altra dimensione, e che specchiandosi non mi riconosce come suo simile, riesco a scacciare lo smarrimento. Nella semplice purezza dei miei occhi chiari, sono capace di ritrovare me stesso. Forse in fondo qualcosa di Juan c'e' anche in questo Nuaj che sono diventato, e sarebbe ora che lo riportassi al di qua dello specchio. Perche' la vita sta diventando vuota e silenziosa senza me stesso.
Qualche linea di febbre eppure sono qui sul balcone a guardare la notte... Non so perche', forse neanche lo dovrei cercare questo benedetto perche', ma sono molto pensieroso... Complice una canzone, una corsa in moto attraverso roma, o la serata, sto qui e penso. Ma sopratutto sento. Mi sento un poco abbattuto dalla mia sostanziale incapacita' di dipingere le sottili sfumature della mia mente. Forse anche io cerco gli occhi del mare, per vedere dove inizia la vita e dove finisce la notte, e nella vana ricerca di una risposta riempo fogli e schermi bianchi di parole tutte uguali. Perche' la realta' e' che non lo so fare. Non so colorare la notte di versi e metafore, non sai cristallizare un'emozione, non sai fissare un sentimento. Non solo per mancanza di taleno e originalita'. Ma sopratutto perche' e' difficile mantenere gli occhi fissi sulla vita. Come fissando il sole in un'istante d'eclissi, gli occhi si bruciano. Perche' spesso le cose non vanno come vorremmo, e a volte neanche come dovrebbero. Pero', e' piacevole stare qui al fresco della notte, incurante della bestia che ti rugge nel petto. Piacevole ritagliare un istante di solitudine in questi giorni di folle ricerca di parole e divertimento, di risate e sussurri per riempire il silenzo. In attesa di un sogno di brividi e tulipani. Forse questo blog non ha poi cosi' tanto senso.
"... Un olor de tabaco y chanel... me recuerda el olor de su piel..."
E' solo un istante, e se non fai attenzione ti scivola via dalle dita come sabbia in una clessidra. Come quando una canzone che non sentivi da tanto ti trascina in un piacevole ed ovattato viaggio nel passato. Oppure, quando in compagnia di un amico, senza un perche' ti senti felice. E all'improvviso pensi che gli vuoi un bene dell'anima, e che se ci fossero piu' persone come lui il mondo potrebbe andare meglio, e forse anche la tua vita. Oppure puo' essere un tramonto, un alba, un raggio di sole dopo la pioggia, quando la terra umida, e l'erba, brillano e splendono in un caleidoscopio di infinita bellezza. Od ancora, un lungo e silenzioso momento di malinconia, una vecchia foto in bianco e nero, il chiarore delle stelle d'estate steso sull'erba umida. E' solo un istante, eppure puo' strapparti un respiro. Rubare un battito al tuo cuore, per renderti un secondo di speranza. Ed e' in quel preciso momento, che la vedi. Fragile e possente, chiara e misteriosa, la vita ti scorre dentro, senza un perche'. Senza il bisogno di un perche'. Cosi' ti immergi in un intero mare di emozioni, senza pensare. Perche' la vita, quella vera, e' cosi'. Un istante.
Ed in un istante e' arrivata l'alba. Ma e' un'alba senza sole ne' calore. Un'alba di pioggia, sopra la citta' che inonda il cuore e raffredda l'anima. La notte si sta sciogliendo addosso ai palazzi, scivola sulle strade lucida e luccicante, mentre io sto qui. Sto. Fermo immobile, appena fuori dal portone, la pioggia mi sorprende ricoprendomi il viso. E non so cosa dire. Non ho parole, le cerco, le voglio. Vorrei che una sola di esse potesse uscire dalle labbra serrate, in un grido o in un sussurro, una parola che sciogliesse il macigno che sento sul cuore e sullo stomaco. Ma non arriva. Solo il ticchettio sommesso della pioggia, qualche auto in lontananza a rimarcare la mia solitudine, la solitudine della strada, la solitudine della notte. Quando ti metti alla prova, sei sempre certo di sapere come reagirai. Quello che sentirai. E ogni volta la vita ti rinfaccia la tua capacita' di sorprendere te stesso. Perche' la verita' e' che neanche noi stessi conosciamo davvero i sentieri profondi dei nostri sentimenti, dei nostri cuori, delle nostre emozioni. Ci illudiamo di poterli comprendere, gestire, misurare, dominare. E cosi', io ora non so bene cosa provare. Cosa lasciarmi dire dal mio spirito, cosa lasciar pronunciare alle mie parole interiori. Da dove iniziare il mio monologo. E' gia' frustrante non trovare le parole quando si parla con qualcuno, rimanere li' come un idiota con i tuoi pensieri nella testa ed un muro spesso e grigio a tenerli ben isolati dal mondo. Ma quello che mi fa davvero rabbia e' non trovare delle parole da dire a me stesso. C'e' solo una mestosita' ampia e immobile, ed una sensazione di impotenza che non riesco a sopportare. E poi la sostanziale inadeguatezza che sento nelle mie parole. Mi sento totalmente incapace di trasmettere quello che provo, in quale misura e in che modo lo provo. Ed ho una paura terribile che in questa lunga notte anche una sola parola possa essere spesa invano, o sia sacrificata sul sacro altare dell'incomprensione. Tutto quello che vorrei ora e' un secondo, quel secondo che ti ho detto, quel secondo per mostrarti l'universo che vive dentro me. Per mostrarti che la gioia, il dolore, l'umanita' e l'amore possano vivere in questa terra che e' il mio cuore, ma non possono farlo senza un'alba di sole. Sole vero e puro, come solo un 9 d'Aprile puo' darti. E per farti ricordare quello che siamo e che potremmo essere, senza necessariamente rifarci a quello che eravamo ieri. Un secondo. E poi anche il silenzio. Un silenzio grande come quello di stanotte, irreale, un silenzio che rimbomba dentro ilcuore e che sbiriciola il coraggio e le certezze. Ed alla fine un pensiero, uno solo, rimane. Ieri era il 9 Aprile. solo Ieri. Eccola la fatidica goccia che fa trabboccare il vaso. Solo che non e' una sola, ma una sequenza infinita di minuscole gocce di vita. Una pioggia lenta e sottile che cade sopra ogni cosa, in questo mondo. Sopra un sentiero di petali di rosa, sopra le luci di Roma di notte, sopra i sogni dei giovani e le promesse degli amanti, sopra una serenata mai cantata, sopra tulipani e biancospino. La pioggia che io ho eternamente dedicato a te, in pochi versi di poesia. Pioggia, pioggia eterna e fresca che ricopre il mondo lasciando solo un dolce profumo di terra umida e fiori bagnati. Un odore che stanotte, non mi appartiene.
A te che sei l’unica al mondo L’unica ragione Per arrivare fino in fondo Ad ogni mio respiro Quando ti guardo Dopo un giorno pieno di parole Senza che tu mi dica niente Tutto si fa chiaro A te che mi hai trovato All’angolo coi pugni chiusi Con le mie spalle contro il muro Pronto a difendermi Con gli occhi bassi Stavo in fila Con i disillusi Tu mi hai raccolto Come un gatto E mi hai portato con te A te io canto una canzone Perchè non ho altro Niente di meglio da offrirti Di tutto quello che ho Prendi il mio tempo E la magìa Che con un solo salto Ci fa volare dentro l’aria Come bollicine A te che sei Semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei giorni miei A te che sei il mio grande amore Ed il mio amore grande A te che hai preso la mia vita E ne hai fatto molto di più A te che hai dato senso al tempo Senza misurarlo A te che sei il mio amore grande Ed il mio grande amore A te che io Ti ho visto piangere nella mia mano Fragile che potevo ucciderti stringendoti un pò E poi ti ho visto Con la forza di un aeroplano Prendere in mano la tua vita E trascinarla in salvo A te che mi hai insegnato i sogni E l’arte dell’avventura A te che credi nel coraggio E anche nella paura A te che sei la miglior cosa Che mi sia successa A te che cambi tutti i giorni E resti sempre la stessa A te che sei Semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei sogni miei A te che sei Essenzialmente sei Sostanza dei sogni miei Sostanza dei giorni miei A te che non ti piaci mai E sei una meraviglia Le forze della natura si concentrano in te Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano A te che sei l’unica amica Che io posso avere L’unico amore che vorreiSe io non ti avessi con me A te che hai reso la mia vita Bella da morire Che riesci a render la fatica Un immenso piacere A te che sei il mio grande amore Ed il mio amore grande A te che hai preso la mia vita E ne hai fatto molto di più A te che hai dato senso al tempo Senza misurarlo A te che sei il mio amore grande Ed il mio grande amore A te che sei Semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei sogni miei E a te che sei Semplicemente sei Compagna dei giorni miei Sostanza dei sogni miei
"Era una di quelle giornate in cui tra un minuto nevica... E c'è elettricità nell'aria. Puoi quasi sentirla, mi segui? E questa busta era lì, danzava, come... Come una bambina che mi supplicasse di giocare, per 15 minuti. E' stato il giorno in cui ho capito che c'era tutta un'intera vita dietro ogni cosa. E un'incredibile forza benevola, che voleva sapessi che non c'era bisogno di avere paura, mai. Vederla sul video è povera cosa lo so, ma mi aiuta a ricordare. Ho bisogno di ricordare. A volte c'è così tanta bellezza, nel mondo, che non riesco ad accettarla... E il mio cuore, sta per franare" American Beauty
Moleskine, Giovedi' 3/4 , ora imprecisata, Alba Ci sono davvero pochi momenti illuminanti nella vita. Istanti in cui ogni cosa ti sembra vista da una nuova prospettiva, e la fragile illusione che questa sia proprio quella giusta, ti rende forte, per un secondo. Sento il mio cuore che si gonfia di bene, d'amore, d'affetto e sollievo, come tutte le volte in cui per un istante ti senti nel giusto e nella verita'. E' difficile mostrare e condividere con qualcun altro quello che si porta nel cuore, ma credo sia ancora piu' difficile accettarlo noi stessi. Prigionieri delle nostre paure, delle nostre insicurezze e fragilita', teniamo per noi cioe' che di piu' prezioso c'e', al riparo dal vento e dal sole, per contemplarlo quando nessuno ci guarda e solo il silenzio e' testimone della nostra essenza. Cosi' e' per me, ogni giorno. Ma oggi, in quest'alba silenziosa, in questa esplosione di luce e colori, vorrei solo ritrovare me stesso e quello che sono. Ancora una volta.
E' stato appena un istante. Un lampo di luci, uno scarto veloce, l'aria spostata dalla macchina vicino al mio corpo. Non c'e' stato tempo di capire, non tempo per fermarti a urlare : "oh ma che cazzo fai!?". Solo un lampo. Ed un brandello di spazio in cui non so come sancho e' riuscito a scivolare via. Cazzo quanto ci sono andato vicino. Eppure nell'istante successivo, non c'era che un pensiero fisso nella testa. Un secondo, un'esitazione, una coincidenza ed io non ci sarei stato piu'. Quando sfiori il pericolo cosi' da vicino non e' come lo raccontano nei film o nei libri, non c'e' la vita che ti scorre davanti in una lunga sequenza, niente immagini di te da piccolo, niente tempo che si dilata e t'inghiotte. C'e' solo un vuoto sordo nelle orecchie, il cuore che batte accelerato, le mani che ti tremano, e per un istante capisci quanto tutto quanto sia appeso a un filo. Quanto la vita si a fragile e preziosa allo stesso tempo. Torno a casa, entro nella stanza ed apro la finestra. Le luci della citta' costituiscono un mosaico bellissimo sotto l'oscurita' della notte che avvolge alberi e palazzi. Sto qui, fermo, sigaretta in una mano e la lettera nell'altra, una di quelle lettere che so gia' non consegnero' mai, uno di quei passi che dovrei sforzarmi di compiere un giorno. Pero' la paura mi frena, paura di cosa poi, non lo so. Paura della verita', paura di togliermi la maschera e di lasciar vivere Asterione alla luce del sole. Oggi pero' provo una paura nuova. La paura che tutto questo possa essere perduto invano. La paura che una sola parola d'amicizia, d'amore, di speranza, di gioia e di tristezza possa svanire in un tramonto, inespressa. Nella vita di ognuno di noi ci sono lettere che non spediremo mai, passi che non ci decideremo a compiere. Lasciando ad un domani lontano o vicino il compito di svelarlo, nell'attesa del fantomatico momento giusto. E se quel giorno fosse gia' troppo tardi? Ora sono qui, a rivedere questo blog. Come un museo di stati d'animo e sentimenti,nelle mie parole posso specchiarmi in quello che sono veramente. Ho bisogno di parlare, ho bisogno di chiarire, ho bisogno di sentirmi vero. Se solo non fosse cosi' difficile trovare il modo e il momento di farlo.