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Specchio

giovedì 29 novembre 2007 by Asterione

Tanto tempo che non scrivo.. Chissa' perche'.
Questa sera ho avuto una bella conversazione che come troppo spesso succede mi ha fatto venire voglia di scrivere... Come mai? Perche' non c'e' nulla di piu' intenso e significativo che riuscire a parlare di se', ed in fondo questi ultimi 2 anni di blog non sono stati altro che questo.
Parlare di me.
Io chi sono? Le risposte che avevo a questa domanda si sono sciolte nel tempo, nei silenzi, e nelle troppe parole. Oggi non so neanche io chi sono, come posso pretendere allora che qualcuno possa davvero conoscermi per quello che sono se io stesso non lo do a vedere?
C'era un tempo in cui mi fingevo poeta, in cui scrivevo di principesse e labirinti. In cui un piccolo particolare quando mi colpiva lo sapevo amplificare ed approfondire in un meraviglioso caleidoscopio di luci e sensazioni. In un istante e poche righe.
C'era un tempo in cui amavo e sentivo con intensita' , un tempo di stelle e deserti, di donne e autostrade, di maschere e piazze silenziose illuminate dalla notte.
C'erano sogni, speranze. C'erano certezze.
Cosa ne rimane oggi di tutto questo? Parole, parole, parole... Immagini fisse e scintillanti fotografie di un me stesso che oggi sembra sopito. Ma dove sono finito?
Credo esistano nella vita di ognuno delle situazioni di snodo, incroci nei quali si decide parte del nostro futuro. In cui noi stessi decidiamo dove puntare la prua della nostra nave. Misuriamo l'intensita' del vento, studiamo le carte e scivoliamo nella silenziosa scia della luna all'orizzonte oppure nel mezzo della schiumosa burrasca chiudiamo ogni boccaporto, mettiamo al bando le vele e ci chiudiamo al sicuro della cabina pregando che il sereno torni presto. Troppo spesso nel momento di maggiore instabilita' pero' perdiamo il comando di noi stessi, della nostra rotta e ci lasciamo andare. Senza speranza, perdiamo noi stessi.
Ed oggi riguardando lo specchio opaco delle mie parole, ho piena coscienza di quanto lontano la deriva mi abbia portato da quello che ero. Non capisci, Tu? Ho bisogno di me. Il Vero Me. Che sei Tu.

“Specchio”

  1. Anonymous Anonimo Says:

    Quasi per caso, cercando la bellissima frase di Borges, mi sono imbattuta in questo blog; mi sento come Alice che ha seguito il suo coniglio bianco... continuo a stupirmi di come il caso, o chi per lui, ci conduce verso ciò di cui abbiamo bisogno. Pensare che esista qualcuno che abbia avuto la tua medesima sensazione ti fa venire i brividi. E' vero che non c'è nulla di più bello e di più sconvolgente di una persona che riesce a svelarti, ed è vero che poi hai voglia di raccontare e di scrivere...spero che tu possa non perderla questa persona, perchè sappi che non smetterai di navigare, e se mai lei non ci fosse più, se mai le tue scelte dovessero allontanarla, l'unica soluzione che ti resterà sarà quella di diventare parte integrante della tempesta, di diventare fulmine, vento e distruzione...infinita inquietudine...