Lettera
lunedì 7 aprile 2008 by AsterioneE' stato appena un istante. Un lampo di luci, uno scarto veloce, l'aria spostata dalla macchina vicino al mio corpo. Non c'e' stato tempo di capire, non tempo per fermarti a urlare : "oh ma che cazzo fai!?". Solo un lampo. Ed un brandello di spazio in cui non so come sancho e' riuscito a scivolare via. Cazzo quanto ci sono andato vicino. Eppure nell'istante successivo, non c'era che un pensiero fisso nella testa. Un secondo, un'esitazione, una coincidenza ed io non ci sarei stato piu'.
Quando sfiori il pericolo cosi' da vicino non e' come lo raccontano nei film o nei libri, non c'e' la vita che ti scorre davanti in una lunga sequenza, niente immagini di te da piccolo, niente tempo che si dilata e t'inghiotte. C'e' solo un vuoto sordo nelle orecchie, il cuore che batte accelerato, le mani che ti tremano, e per un istante capisci quanto tutto quanto sia appeso a un filo. Quanto la vita si a fragile e preziosa allo stesso tempo.
Torno a casa, entro nella stanza ed apro la finestra. Le luci della citta' costituiscono un mosaico bellissimo sotto l'oscurita' della notte che avvolge alberi e palazzi. Sto qui, fermo, sigaretta in una mano e la lettera nell'altra, una di quelle lettere che so gia' non consegnero' mai, uno di quei passi che dovrei sforzarmi di compiere un giorno. Pero' la paura mi frena, paura di cosa poi, non lo so. Paura della verita', paura di togliermi la maschera e di lasciar vivere Asterione alla luce del sole. Oggi pero' provo una paura nuova. La paura che tutto questo possa essere perduto invano. La paura che una sola parola d'amicizia, d'amore, di speranza, di gioia e di tristezza possa svanire in un tramonto, inespressa.
Nella vita di ognuno di noi ci sono lettere che non spediremo mai, passi che non ci decideremo a compiere. Lasciando ad un domani lontano o vicino il compito di svelarlo, nell'attesa del fantomatico momento giusto.
E se quel giorno fosse gia' troppo tardi?
Ora sono qui, a rivedere questo blog. Come un museo di stati d'animo e sentimenti,nelle mie parole posso specchiarmi in quello che sono veramente. Ho bisogno di parlare, ho bisogno di chiarire, ho bisogno di sentirmi vero. Se solo non fosse cosi' difficile trovare il modo e il momento di farlo.
