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domenica 11 maggio 2008 by Asterione
Sono stato tanto tempo a pensare alle cose che dovevo scrivere in questo post, e sopratutto se fosse arrivato realmente il momento di scriverlo.
Forse sono il solito esagerato, forse non si tratta che della mia ennesima decisione impulsiva, ma se devo essere sincero, mi sento un poco stanco. Stanco di questo blog, stanco di scrivere e far leggere, stanco degli infiniti problemi che mi crea, dei litigi, delle incomprensioni, stanco di regalare scorci a chi in fondo non e' interessato a vedermi. Ma sopratutto, sono stanco di far parte di questo panico assordante che popola Internet. Girando sulla rete e su google si possono trovare diversi tipi di blog. I Blog d'informazione, I blog di propaganda, I blog politici, sportivi, erotici, letterari, ecc.
Per approdare poi al mondo indefinito ed informe dei blog personali, pieni di cazzate e sentimentalismi retorici ed insipidi. E, a mio malincuore, sono costretto ad annoverare il mio blog proprio in quest'ultima categoria. Analizzandolo da fuori, sinceramente sembra piu' una qualche forma di terapia psicanalitica, come il diario di Zeno. E' proprio cosi' che lo vedo il nuovo contesto dei blog personali :
Blogger : Dottore, sono in ansia, il male di vivere mi abbatte.
Freud : Ha mai pensato di tenere un diario?
Blogger : Mi piacerebbe, ma non sono minimamente capace di scrivere.
Freud : Una terapia di gruppo?
Blogger : Sono troppo timido per parlare a voce dei miei problemi.
Freud : una seduta psicanalitica con me?
Blogger : Costa troppo.
Freud : Il quadro e' chiaro. Lei e' un potenziale blogger. Provi a tenere un blog personale e ci scriva dentro qualsiasi cazzata le passa per la testa. Se non funziona, ripassi, ho delle ottime pasticche di cianuro avanzate dai tempi del colera. Sono un toccasana.
Blogger : ... www.blogger.com...
E cosi', nel mio blog esso non riporto piu' fatti essenziali, non riporto riflessioni profonde, contributi letterari o post divertenti, ma semplicemente l'altalenare dei miei sentimenti e stati d'animo. Un'apoteosi del nulla emotivo che solo io posso apprezzare e gestire in pieno. Certo, il blog mi ha dato la possibilita' di esprimere cosa avevo dentro e sopratutto mostrare il mio modo di scrivere agli altri. Ora, questo sarebbe un buon fine, quello letterario intendo, se solo si trattasse in qualche modo di letteratura di un certo valore. Ma so bene che non e' cosi'.
E' stato un poco imbarazzante scoprire che l'unico effettivo motore di questo blog sia stata una certa forma di esibizionismo, o forse di estroversione mediatica, la stessa che ho sempre criticato in molti blog.
Il mio primo blog era nato con finalita' del tutto diverse. Ma di questo ho gia' parlato abbastanza, e sono stanco di ripetermi. La Casa di Asterione e Labyrintus sono poi diventati qualcos'altro, una canale di sfogo in cui riversare i miei stati d'animo, positivi o negativi che fossero, ma sopratutto si sono trasformati in una vetrina in cui ostentare le bizze del mio cuore e del mio spirito.
E questo non e' bene.
In primo luogo perche' il percorso interiore che ognuno di noi segue nella ricerca delle proprie stabilita' e' troppo intimo e personale per poterlo dare in pasto ad una platea non anonima, che possa rintracciare nelle mie parole notizie e pensieri che non dovrebbero essere pubblicati, sopratutto per rispetto delle persone che condividono la loro vita con me.
Certo, la voglia di scrivere rimane. E continuero' a scrivere, ma lo faro' esclusivamente per me, almeno nell'ambito personale. Spero di non deludere nessuno con questa decisione, ma in definitiva e' meglio cosi'. Chi vorra' continuare a leggere qualcosa di mio, potra' farlo su quest altro blog che ha finalita' totalmente diverse.
Labyrintus rimarra' online per un'altra settimana, giusto il tempo di copiarne i contenuti, e poi sara' definitivamente cancellato.
Buon viaggio a voi, Viandanti.
Forse sono il solito esagerato, forse non si tratta che della mia ennesima decisione impulsiva, ma se devo essere sincero, mi sento un poco stanco. Stanco di questo blog, stanco di scrivere e far leggere, stanco degli infiniti problemi che mi crea, dei litigi, delle incomprensioni, stanco di regalare scorci a chi in fondo non e' interessato a vedermi. Ma sopratutto, sono stanco di far parte di questo panico assordante che popola Internet. Girando sulla rete e su google si possono trovare diversi tipi di blog. I Blog d'informazione, I blog di propaganda, I blog politici, sportivi, erotici, letterari, ecc.
Per approdare poi al mondo indefinito ed informe dei blog personali, pieni di cazzate e sentimentalismi retorici ed insipidi. E, a mio malincuore, sono costretto ad annoverare il mio blog proprio in quest'ultima categoria. Analizzandolo da fuori, sinceramente sembra piu' una qualche forma di terapia psicanalitica, come il diario di Zeno. E' proprio cosi' che lo vedo il nuovo contesto dei blog personali :
Blogger : Dottore, sono in ansia, il male di vivere mi abbatte.
Freud : Ha mai pensato di tenere un diario?
Blogger : Mi piacerebbe, ma non sono minimamente capace di scrivere.
Freud : Una terapia di gruppo?
Blogger : Sono troppo timido per parlare a voce dei miei problemi.
Freud : una seduta psicanalitica con me?
Blogger : Costa troppo.
Freud : Il quadro e' chiaro. Lei e' un potenziale blogger. Provi a tenere un blog personale e ci scriva dentro qualsiasi cazzata le passa per la testa. Se non funziona, ripassi, ho delle ottime pasticche di cianuro avanzate dai tempi del colera. Sono un toccasana.
Blogger : ... www.blogger.com...
E cosi', nel mio blog esso non riporto piu' fatti essenziali, non riporto riflessioni profonde, contributi letterari o post divertenti, ma semplicemente l'altalenare dei miei sentimenti e stati d'animo. Un'apoteosi del nulla emotivo che solo io posso apprezzare e gestire in pieno. Certo, il blog mi ha dato la possibilita' di esprimere cosa avevo dentro e sopratutto mostrare il mio modo di scrivere agli altri. Ora, questo sarebbe un buon fine, quello letterario intendo, se solo si trattasse in qualche modo di letteratura di un certo valore. Ma so bene che non e' cosi'.
E' stato un poco imbarazzante scoprire che l'unico effettivo motore di questo blog sia stata una certa forma di esibizionismo, o forse di estroversione mediatica, la stessa che ho sempre criticato in molti blog.
Il mio primo blog era nato con finalita' del tutto diverse. Ma di questo ho gia' parlato abbastanza, e sono stanco di ripetermi. La Casa di Asterione e Labyrintus sono poi diventati qualcos'altro, una canale di sfogo in cui riversare i miei stati d'animo, positivi o negativi che fossero, ma sopratutto si sono trasformati in una vetrina in cui ostentare le bizze del mio cuore e del mio spirito.
E questo non e' bene.
In primo luogo perche' il percorso interiore che ognuno di noi segue nella ricerca delle proprie stabilita' e' troppo intimo e personale per poterlo dare in pasto ad una platea non anonima, che possa rintracciare nelle mie parole notizie e pensieri che non dovrebbero essere pubblicati, sopratutto per rispetto delle persone che condividono la loro vita con me.
Certo, la voglia di scrivere rimane. E continuero' a scrivere, ma lo faro' esclusivamente per me, almeno nell'ambito personale. Spero di non deludere nessuno con questa decisione, ma in definitiva e' meglio cosi'. Chi vorra' continuare a leggere qualcosa di mio, potra' farlo su quest altro blog che ha finalita' totalmente diverse.
Labyrintus rimarra' online per un'altra settimana, giusto il tempo di copiarne i contenuti, e poi sara' definitivamente cancellato.
Buon viaggio a voi, Viandanti.
